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17 agosto 2017 11:44
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La Celiachia a scuola - Progetto IN FUGA DAL GLUTINE



Rivolta alle scuole primarie, il progetto intende inquadrare la celiachia come una delle molteplici differenze con cui i bambini si trovano a contatto. In una realtà sempre più multietnica e differenziata.

Gli anni dell’istruzione obbligatoria costituiscono una vera e propria palestra di pratica in cui si impara a socializzare e a rendersi conto, nel confronto, delle peculiarità caratteriali dei singoli. L’alunno, nel corso della vita scolastica, ogni giorno si allontana dal guscio protettivo della famiglia per trascorrere molte ore in un ambiente diverso,  che deve accettare e vivere in modo positivo.

Gli insegnanti sono i mediatori di tale processo di integrazione e collaborano con i genitori per il raggiungimento dell’obiettivo. Qualunque evento della vita dell’alunno si riflette sia in seno alla propria famiglia, che nella scuola e nelle relazioni interpersonali.

Gli educatori, pertanto, hanno il compito di sorreggerlo per affrontare la nuova condizione e le difficoltà correlate.

La diagnosi di celiachia rappresenta sicuramente un disagio di tipo pratico, perché impone la modifica di radicate abitudini alimentari con l’esclusione degli alimenti tipici e caratteristici della cucina italiana: pane, pasta, pizza e quant’altro. È oltretutto una difficoltà psicologica e sociale, in quanto il soggetto può pure comprensibilmente etichettarsi (e spesso viene etichettato) come quello che non può mangiare nulla.

Consumare un pasto insieme è un momento importante particolarmente quando si festeggia un compleanno o si esce con gli amici, quando si fa una gita o quando è l’ora della merenda con i compagni di scuola. Sentirsi diversi dagli altri, ma soprattutto soli in questa condizione compromette la già difficile gestione pratica del problema perché il celiaco deve conoscere bene quali sono gli alimenti permessi e quali quelli vietati, deve riconoscere i cibi nei quali può nascondersi glutine, fare attenzione alle contaminazione esterne e imparare a parlare agli altri della propria intolleranza.

La figura dell’insegnante è, pertanto, importantissima perché può aiutare il bambino o l’adolescente a osservare la dieta e spiegare ai suoi compagni che cosa è la celiachia.

Il celiaco a dieta priva di glutine - è bene ricordarlo e sottolinearlo - è assolutamente in grado di svolgere tutte le attività intellettuali e fisiche che il programma scolastico prevede. Rispetto ai suoi compagni deve superare solamente l’adattamento a una dieta particolare che, se trova la condivisione da parte dell’insegnante e dei propri compagni di classe, gli consentirà di sentirsi uguale agli altri e a relazionarsi nel  sociale. La mensa collettiva, le feste di compleanno, le gite, le esercitazioni pratiche in classe (es. lavorare la pasta di sale, fare un dolce tutti insieme) sono attività che l’intollerante deve necessaria- mente continuare a frequentare e verso le quali va normalmente coinvolto.

Il progetto si compone di due momenti, uno informativo rivolto ai docenti delle classi interessate e uno di gioco “Facciamo festa” in cui, attraverso l’approccio ludico e grazie ai materiali messi a disposizione, si stimola una reale partecipazione sia a livello cognitivo che emotivo.

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