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15 novembre 2018 09:27
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McDonald's e celiachia

Ci sono prodotti McDonald's adatti ai celiaci?

Dall’estate 2013, in tutti i ristoranti italiani della catena McDonald’s è disponibile un panino gluten free*, già utilizzato (in termini di prodotto e procedure) in analoga operazione già sperimentata in Spagna, con l’avallo dell’Associazione dei celiaci spagnoli, FACE. Il panino garantito dall’azienda è la versione "base" del famoso hamburger McDonald’s: carne e salsa (ketchup e/o senape). È stata pertanto sospesa in tutti i ristoranti della catena la procedura che ammetteva la possibilità di portarsi il panino da farcire da casa.

Come noto, AIC ha lavorato per anni alla sensibilizzazione di McDonald’s Italia. In occasione dell’introduzione del panino senza glutine, ha fornito consulenza all’azienda e ha proposto un programma di formazione, verifiche e validazione dell’offerta gluten-free McDonald’s. In assenza di tali procedure, AIC non può promuovere la garanzia dell'offerta dell’azienda, il cui consumo è lasciato alla libera scelta delle persone celiache. A tal riguardo, McDonald’s mette a disposizione dei clienti celiaci, sul proprio sito (http://www.mcdonalds.it/azienda/allergeni) e presso i punti vendita, la lista di tutti gli alimenti e bevande in vendita con l’indicazione della presenza / assenza dei principali allergeni.

* Ad oggi, restano ancora esclusi i ristoranti di quelle regioni dove norme locali prevedono specifici requisiti cui l’azienda non ha ancora ottemperato: Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria. Anche in queste regioni è stata comunque sospesa la procedura che ammetteva la possibilità di portarsi il panino da farcire da casa.

AIC ha più volte rinnovato all’azienda la propria piena disponibilità a riguardo, fornendo informazioni e consulenza, e sollecitando la stessa a ottemperare in breve tempo a quanto previsto dalle norme locali, in modo da poter estendere a tutta la penisola questo importante segnale di “normalità”.
Le norme locali sul senza glutine presenti in queste regioni prevedono, oltre a specifici requisiti tecnici per attrezzature e procedure, alcune disposizioni, come ad esempio la notifica alla Sanità Pubblica Locale dell’avvio dell’attività per ogni singolo esercizio, che, pur non rappresentando requisiti tecnici che possono avere un effetto diretto sulla sicurezza del prodotto finito, garantiscono una maggior tutela al celiaco e un adeguato controllo da parte della Sanità Pubblica.

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